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	<title>Terzo Settore - Exploro.it</title>
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	<description>Blog dedicato al terzo settore</description>
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		<title>Volontari, ACLI ne cerca 150 per l&#8217;estate Campi nei Balcani, Brasile, Kenya, Mozambico</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 10:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Macaluso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[APERTE LE ISCRIZIONI Ci sono 150 posti disponibili ed è possibile iscriversi fino al 15 aprile prossimo. L&#8217;età minima è di 16 anni. Il progetto &#8220;Terre e libertà&#8221; nato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="body-text">
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<address><!-- inizio OCCHIELLO --><span style="font-weight: normal">APERTE LE ISCRIZIONI</span><!-- fine OCCHIELLO --></address>
<address><strong>Ci sono 150 posti disponibili ed è possibile iscriversi fino al 15 aprile prossimo. L&#8217;età minima è di 16 anni. Il progetto &#8220;Terre e libertà&#8221; nato per il sostegno psicologico ai bambini dell&#8217;ex Jugoslavia si è ora esteso anche ad altre aree del mondo</strong></address>
<p><!-- inizio TESTO --><strong>ROMA </strong> &#8211; Sono aperte le iscrizioni per i campi di volontariato all&#8217;estero organizzati per i mesi estivi da <a class="footnote" href="http://www.ipsia.acli.it/">Ipsia <sup>1</sup></a>, l&#8217;organizzazione non governativa delle Acli, attiva da più di vent&#8217;anni nel settore della cooperazione, educazione allo sviluppo e volontariato internazionale. Esistono 150 posti disponibili per il <a class="footnote" href="http://terreliberta.wordpress.com/">progetto &#8220;Terre e Libertà&#8221; <sup>2</sup></a>, che prevede campi di animazione tradizionale, di animazione sportiva e campi di lavoro in diverse località in Albania, Bosnia, Kosovo, Serbia, Brasile, Kenya e Mozambico.</p>
<p><strong>C&#8217;è tempo fino al 15 aprile.</strong> Destinatari di questa proposta, considerata assai formativa, sono soprattutto i giovani. L&#8217;età minima di partecipazione è di 16 anni per i campi europei, mentre per i campi extra-europei si richiedono almeno 23 anni di età. I campi durano da due settimane a venti giorni. Le partenze sono previste a luglio e agosto. I costi sono a carico dei volontari. Le iscrizioni chiudono il 15 aprile per le destinazioni extra-europee, il 15 giugno per i campi nei Balcani.</p>
<p><strong>Il progetto. </strong>&#8220;Terre e libertà&#8221; è un progetto nato nel 1998 per il recupero del trauma nei bambini della Ex Jugoslavia e si è poi ampliato ad altre realtà e altri Paese attraverso nuove modalità di azione. L&#8217;animazione rivolta a bambini e ragazzi dagli 8 ai 16 anni rimane l&#8217;attività principale e permette di abbattere</p>
<div class="adv adv-middle-inline"></div>
<p>barriere linguistiche e culturali e condividere momenti di gioco, fantasia e creatività con bambini spesso abbandonati a se stessi.<br />
<strong><br />
Campi di animazione sportiva.</strong> Questi sono invece realizzati in collaborazione con l&#8217;Unione sportiva delle Acli e prevedono allenamenti e tornei su discipline come basket, pallavolo, hockey, pallamano e calcio. Il gioco e lo sport diventano la chiave per tramettere valori universali come uguaglianza, lealtà, collaborazione. Ipsia propone anche campi di condivisione del lavoro, dall&#8217;agricoltura con i Sem Terra in Brasile, alla trasformazione dei prodotti alimentari destinati al commercio equo e solidale con la cooperativa Meru Herbs in Kenya.</p>
<p><!-- fine TESTO --></p>
</div>
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		<title>Il lavoro delle Ong italiane in Giappone  &#8220;Riportare i bambini dispersi con i genitori&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 10:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Macaluso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul terreno, nella prefettura di Miyagi, sono presenti Save The Children e il Vis (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) della Congregazione dei Salesiani. Nonostante l&#8217;efficienza dei soccorsi da parte del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="body-text">
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<address><strong>Sul terreno, nella prefettura di Miyagi, sono presenti Save The Children e il Vis (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) della Congregazione dei Salesiani. Nonostante l&#8217;efficienza dei soccorsi da parte del governo, c&#8217;è ancora bisogno di tutto. Si comunica solo via Internet. Il monitoraggio di AGIRE, il network di 12 Ong italiane..<span id="more-1036"></span><br />
</strong></address>
<p><strong>SENDAI </strong> &#8211; Il mare, al momento, non sembra minacciare più il Giappone con altre onde devastanti. Ma gli effetti del loro passaggio sulla costa orientale del Paese sono ancora tutti lì, con le prime équipe delle agenzie umanitarie che cominciano ad organizzare i soccorsi, in aiuto alle autorità locali. Tutto, in luoghi dove c&#8217;è ancora bisogno di tutto, dall&#8217;acqua al sostegno psicologico, nonostante l&#8217;efficienza dei soccorsi messa in moto dal governo e dalla Croce Rossa Internazionale. Al momento, le uniche Ong con personale italiano presenti sul campo sono <a class="footnote" href="http://www.savethechildren.it/IT/HomePage">Save The Children <sup>1</sup></a> e  <a class="footnote" href="http://www.volint.it/vis/home">Vis <sup>2</sup></a> (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) della Congregazione dei Salesiani.<br />
<strong>Almeno 70.000 i bambini sfollati.</strong> Save The Children ha lanciato un appello per raccogliere 5 milioni di dollari. &#8220;Siamo estremamente preoccupati per gli almeno 70 mila bambini sfollati a causa del terremoto e dello tsunami. Moltissimi hanno perso le loro case e sono stati costretti a rifugiarsi in posti insicuri e disagiati, come i centri di evacuazione che potrebbero indurre in loro ulteriore ansia e paura. E&#8217; assai probabile che molti di loro siano separati dai propri genitori e familiari&#8221;,  spiega dal Giappone Stephen McDonald, coordinatore dell&#8217;intervento di emergenza di Save the Children.</p>
<p><strong>Tra Tokyo e Sendai.</strong> Un altro team dell&#8217;Ong si trova</p>
<div class="adv adv-middle-inline"></div>
<p>lungo la strada da Tokyo a Sendai per organizzare e allestire delle &#8220;aree sicure&#8221; per i bambini, degli spazi dove possano giocare e divagarsi, permettendo ai genitori di registrarsi per ottenere gli aiuti e l&#8217;assistenza d&#8217;emergenza. <strong></p>
<p>Ricongiungimenti familiari.</strong> In particolare, Save The Children  -  presente in Giappone fin dall&#8217;85, con una piattaforma di Ong locali impegnate nella difesa dei diritti dei minori  -  ha aperto due &#8220;cantieri&#8221; principali, di primo intervento: quello dedicato al ricongiungimento familiare, a favore delle migliaia di bambini che a causa del cataclisma hanno perso i contatti con i loro genitori; e quello più specifico per il sostegno psicologico dei bambini rimasti soli, per i quali si stanno allestendo degli spazi commisurati alle loro esigenze.</p>
<p><strong>Le testimonianze.</strong> Ian Woolverton e Eiichi Sadamatsu -  australiano il primo, giapponese il secondo &#8211; sono i portavoce di Save The Children nel Paese: Hanno dato una testimonianza diretta su quanto si sta facendo nella prefettura di Miyagi, di cui Sendai è la capitale. &#8220;Stiamo vivendo un&#8217;esperienza assai dura  -  hanno detto  -  che ci sta mettendo un po&#8217; tutti alla prova. Al momento è tutto fermo, non funziona nulla, non è possibile utilizzare ancora i telefoni, si comunica solo via internet, per fortuna, ma da domani cominceranno i black out programmati e questo complicherà un po&#8217; le cose &#8220;. L&#8217;équipe di STC sta, appunto, cercando di realizzare gli obiettivi di prima necessità, a sostegno prevalentemente dei bambini</p>
<p><strong>Il network di 12 Ong italiane.</strong> Impegno analogo per l&#8217;équipe del Vis, che sta operando, assieme ad altre organizzazioni umanitarie locali, per assicurare i primi soccorsi alla popolazione colpite, sempre nell&#8217;area della prefettura di Miyagi. Al momento, a giudizio di AGIRE  -  il network di 12 Ong italiane che sviluppano progetti di emergenza in casi di calamità &#8211; la situazione non sembra richiedere l&#8217;attivazione del meccanismo di appello. L&#8217;unico Paese colpito gravemente dalla catastrofe resta infatti il Giappone dove, grazie a sistemi di protezione civile estremamente sviluppati, la risposta umanitaria può essere coordinata direttamente da attori locali, eventualmente supportati da team di esperti internazionali che Nazioni Unite, Unione Europea e singoli governi hanno già messo a disposizione.</p>
<p><strong>Il monitoraggio di AGIRE.</strong> In ogni caso, dato il peculiare carattere degli Tsunami, che si caratterizzano per una evoluzione e delle conseguenze poco prevedibili, AGIRE continua a monitorare la situazione con attenzione. C&#8217;è inoltre una presenza operativa delle Ong di AGIRE in Indonesia, Filippine, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone, Messico, Nicaragua, Guatemala, Colombia, Ecuador, Perù e Cile, tutte aree potenzialmente raggiungibili dall&#8217;onda distruttrice dello tsunami.</p>
<p><span style="font-size: 10px">fonte;Repubblica.it di Carlo Ciavoni</span></p>
</div>
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		<title>Carcere di Massa, detenuto trovato morto famigliari dei reclusi: &#8220;Trattati come bestie&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 10:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Macaluso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;uomo, che aveva 49 anni, è deceduto durante la notte ed è stato trovato senza vita dai suoi compagni al mattino. Si tratta della ventinovesima persona che non esce viva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="body-text">
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<address><strong> L&#8217;uomo, che aveva 49 anni, è deceduto durante la notte ed è stato trovato senza vita dai suoi compagni al mattino. Si tratta della ventinovesima persona che non esce viva dalla reclusione dall&#8217;inizio di quest&#8217;anno. Ai 29 vanno aggiunti 11 suicidi. Una lettera di denuncia sulle condizioni indecenti del penitenziario, scritta a &#8220;il Tirreno&#8221; prima di quest&#8217;ultimo decesso..<span id="more-1032"></span><br />
</strong></address>
<div class="sidebar">
<!-- fine FOTO1 --></p>
</div>
<p><!-- inizio TESTO --><strong>MASSA</strong> &#8211; Enzo Di Marco, 49 anni, detenuto nella Casa Circondariale di Massa, è la ventinovesima persona che muore in una delle carceri italiane, dall&#8217;inizio di quest&#8217;anno. Un numero al quale vanno aggiunti gli 11 che si sono suicidati. Di Marco si è sentito male durante la notte di giovedì scorso. I compagni di cella se ne sono accorti soltanto la mattina dopo ed hanno dato l&#8217;allarme, ma era troppo tardi per prestargli un qualsiasi soccorso. Probabilmente, la morte è stata causata da un infarto, anche se bisognerà attendere gli esiti degli esami tossicologici e istologici, disposti dal magistrato, per avere una risposta certa. Se l&#8217;ipotesi dell&#8217;arresto cardiocircolatorio venisse confermata, sarebbe il 10° ucciso da un &#8220;infarto&#8221;, tra cui tre ragazzi non ancora trentenni. I rimanenti &#8211; cioè 30 persone &#8211; non sono usciti vivi dalle celle per sospette overdose di droghe o di farmaci, tranne due, che avevano 66 e 75 anni e sono deceduti per &#8220;cause naturali&#8221; legate a patologie da tempo diagnosticate. Soltanto 3 dei 29 detenuti morti avevano più di 50 anni.<br />
<strong><br />
La lettera delle famiglie dei detenuti di Massa.</strong> &#8220;Verrebbe spontaneo pensare&#8221; &#8211; si legge in <a class="footnote" href="http://www.ristretti.it/">Ristretti Orizzonti <sup>1</sup></a>, l&#8217;osservatorio volontatrio della condizione delle carceri italiane &#8211; all&#8217;esistenza di un fattore ambientale, cioè che la carcerazione (soprattutto nelle attuali condizioni di estremo sovraffollamento) provochi l&#8217;insorgenza di nuove patologie, anche</p>
<div class="adv adv-middle-inline"></div>
<p>in detenuti giovani, e aggravi quelle preesistenti&#8221;. A questo proposito, è emblematica la lettera dei familiari dei detenuti di Massa riportata dal quotidiano &#8220;Il Tirreno&#8221; e precedente alla morte di Enzo Di Marco: &#8220;Scriviamo questa lettera perché vorremmo esprimervi alcune nostre perplessità sulla Casa circondariale di Massa. Attualmente si trova in uno stato di sovraffollamento assurdo, una situazione disumana. Detenuti costretti a dormire per terra e in condizioni igieniche poco sicure. Anche se tutte queste persone hanno sbagliato, stanno pagando e non è giusto non rendere pubblica questa situazione. Vengono trattati come bestie&#8221;. La lettera prosegue con un appello alle istituzioni, &#8220;affinché non chiudano gli occhi sul carcere di Massa, ma aiutino i detenuti a vivere con dignità la loro pena. La soluzione forse sarebbe quella di abolire alcune leggi che hanno pesato moltissimo sulle carceri italiane. Una su tutte potrebbe essere quella sull&#8217;immigrazione&#8221;.<br />
<strong><br />
L&#8217;attuale situazione nel carcere.</strong> Nella Casa Circondariale di Massa ci sono 62 celle, divise in 3 sezioni detentive. In ogni cella dovrebbero trovare posto 2 detenuti, ma per i noti problemi di sovraffollamento la capienza ufficiale dell&#8217;Istituto è stata portata a 175 posti, quindi aggiungendo una terza branda per cella. Attualmente la situazione è drammatica, perché i detenuti presenti sono oltre 260 (esattamente erano 266, all&#8217;ultima rilevazione, effettuata a inizio anno). Non ci sono brande per tutti e, anche se ci fossero, nelle celle non c&#8217;è lo spazio per montarle, ecco la ragione per cui i detenuti sono costretti a dormire su materassi a terra.</p>
<h6><span style="font-weight: normal">fonte,Repubblica.it</span></h6>
</div>
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		<item>
		<title>Telefono Azzurro, per la scomparsa dei minori c&#8217;è ora un nuovo dispositivo per rintracciarli</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 10:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Macaluso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 25 Maggio 2009, data di attivazione, al 23 Febbraio 2011 ha identificato 188 situazioni per una media mensile di circa 9 casi gestiti. Il 54% riguardano situazioni di sottrazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="body-text">
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<address><strong>Dal 25 Maggio 2009, data di attivazione, al 23 Febbraio 2011 ha identificato 188 situazioni per una media mensile di circa 9 casi gestiti. Il 54% riguardano situazioni di sottrazione internazionale di minore. Il 18% la scomparsa. Il 16% la sottrazione nazionale e il 12% la fuga del minore da casa o dall&#8217;istituto. Il Servizio ha accolto 128 Avvistamenti e 38 Ritrovamenti.<span id="more-1028"></span><br />
</strong></address>
<div class="sidebar">
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; E&#8217; stata firmata la Convenzione per la realizzazione di un sistema di &#8220;Allarme rapido&#8221; per la scomparsa dei minori. Dopo quasi  4 anni, dal 18 luglio 2007, si è concluso l&#8217;iter burocratico per istituire il sistema italiano di allerta, denominato &#8220;Allarme Scomparsa Minore&#8221;. Si tratta di un dispositivo che consentirà di gestire le emergenze già adottato in Europa e in Nord America. Lo scopo principale è quella di favorire la massima diffusione di tutti gli elementi che possono essere utili per rintracciare persone scomparse in modo coatto e in pericolo di vita.</p>
</div>
<p><strong>L&#8217;auspicio.</strong> <a class="footnote" href="http://www.azzurro.it/">Telefono Azzurro <sup>1</sup></a>, che ha avuto una parte decisiva per la realizzazione di questa novità, registra così un nuovo risultato, nell&#8217;auspicio &#8211; si legge in un comunicato &#8211; &#8220;che in futuro la società civile sia sempre più coinvolta e che la prevenzione sia maggiore, come avviene negli altri paesi europei&#8221;. Questo successo sarà riportato durante la conferenza stampa della Rete Europea Missing Children Europe (MCE), a Budapest, dove verranno presentati i nuovi dati a livello europeo. Telefono Azzurro è l&#8217;Associazione in Italia che dal 25 maggio 2009 gestisce il numero europeo 116000 &#8211; &#8220;Linea telefonica diretta per i minori scomparsi&#8221;.</p>
<p><strong>I dati.</strong> Nel periodo compreso tra il 25 Maggio 2009, data di attivazione, ed il 23 Febbraio 2011 ha identificato  188 situazioni per una media</p>
<div class="adv adv-middle-inline"></div>
<p>mensile di circa 9 casi gestiti. Il 54% riguardano situazioni di sottrazione internazionale di minore. Il 18% la scomparsa. Il 16% la sottrazione nazionale e il 12% la fuga del minore da casa o dall&#8217;istituto. Il Servizio  ha, inoltre, accolto e gestito un totale di  128 Avvistamenti e 38 Ritrovamenti. Il 54% dei bambini segnalati al 116.000 sono di sesso femminile e nel l 67% hanno un&#8217;età compresa tra zero e dieci anni. Le situazioni di scomparsa, soprattutto quelle che rientrano nelle categorie di sottrazione nazionale e internazionale, sono chiaramente situazioni che comportano un conflitto genitoriale. La maggior parte degli chiamanti  sono familiari stretti del bambino scomparso, ed è da sottolineare in particolare il dato relativo ai padri che si rivolgono al servizio nel 31%.<br />
<strong><br />
La linea dell&#8217;allarme.</strong> Il 116.000 è un Servizio &#8211; gratuito e attivo 24h su 24h &#8211; dedicato a chiunque voglia segnalare la scomparsa, l&#8217;avvistamento o il ritrovamento di un bambino o di un adolescente italiano o straniero, nel Paese di appartenenza o in un altro Stato europeo. Telefono Azzurro è parte del network europeo 116.000 coordinato da Missing Children Europe (MCE), la Rete Europea per i Bambini Scomparsi e Sfruttati Sessualmente che rappresenta 24 organizzazioni non governative attive in 16 Paesi dell&#8217;Unione Europea e in Svizzera.</p>
<p><span style="font-size: 10px">fonte;Repubblica.it</span></p>
<h6><!-- fine TESTO --></h6>
</div>
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		<item>
		<title>&#8220;Storie, viaggi, lavoro il nostro sguardo sul mondo&#8221;</title>
		<link>http://terzosettore.exploro.it/storie-viaggi-lavoro-il-nostro-sguardo-sul-mondo</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 11:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Macaluso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce &#8220;E&#8221;, il mensile di Emergency. Direttore, Gianni Mura. Editore Gino Strada. Un&#8217;intervista a due voci per raccontare una scommessa: &#8220;Bella ed elegante scrittura, in una cornice etica e civile&#8221;.. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><!-- inizio TESTO --></p>
<address><strong>Nasce &#8220;E&#8221;, il mensile di Emergency. Direttore, Gianni Mura. Editore Gino Strada. Un&#8217;intervista a due voci per raccontare una scommessa: &#8220;Bella ed elegante scrittura, in una cornice etica e civile&#8221;</strong><strong>..<span id="more-1023"></span><br />
</strong></address>
<p>Le prove generali &#8211; o come si dice in gergo giornalistico il numero 0 &#8211; sono finite. E il 6 aprile uscirà il numero 1 di E, testata che riprende il simbolo di Emergency: 128 pagine, prima tiratura 150mila copie, vendita in edicola a 4 euro. Direttore, Gianni Mura. Che col suo editore, Gino Strada, racconta che giornale sarà.<br />
<strong><br />
E allora Mura, come sarà?</strong><br />
GM &#8220;Due aggettivi, bello e utile&#8221;.</p>
<p><strong>Iniziamo da bello</strong><br />
GM &#8220;Sarà a colori, ricco di foto, elegante nella grafica, con articoli spesso molto lunghi, molto più di quelli a cui i giornali hanno ormai abituato i lettori negli ultimi anni. E ci tengo molto che sia scritto bene: nel senso che non ci devono essere refusi, neanche per i termini stranieri, ma anche nel senso della bella scrittura, elegante e ariosa&#8221;.</p>
<p><strong>Utile.</strong><br />
GM &#8220;Cercherà piccole e grandi storie vere, esemplari, ma non necessariamente deamicisiane: nel primo numero ad esempio c&#8217;è una ragazza palestinese che legge il Corano in carcere a Padova, un romano che ripara computer e li regala, un operaio che lavorava all&#8217;Ilva di Taranto e ha messo in piedi un comitato, un prete emiliano che ospita chi ha bisogno a casa sua, e così via. Ma parliamo anche di temi come la privatizzazione dell&#8217;acqua, le condizioni di lavoro in Cina, c&#8217;è un reportage dal Nord Africa fatto prima che scoppiasse la protesta. E poi una lunga intervista a qualcuno che abbia qualcosa da dire &#8211; in questo primo numero è</p>
<div>
<p>Mariangela Melato (13 cartelle) &#8211; e due viaggi, uno da Bari a Matera in treno, un altro nella Parigi dei ribelli di una volta come Rimbaud e Ho Chi Minh. E ancora, rubriche in cui terremo il conto delle violenze sulle donne in ambito familiare, dei morti sul lavoro, dei caduti in guerre, quelle dimenticate e quelle nascoste. Insomma, faremo politica senza occuparci di politica in senso stretto&#8221;.</p>
</div>
<p><strong>Gino Strada, ma chi gliel&#8217;ha fatto fare?</strong><br />
GS &#8220;Un misto di sentimenti in cui prevale l&#8217;indignazione. In questo paese succedono cose drammatiche e disgustose, si è abbandonata una cultura della civiltà che secondo me passa anche dall&#8217;informazione. E siccome io vedo in giro un&#8217;informazione malata, mi è sembrato giusto e doveroso fare qualcosa&#8221;.</p>
<p><strong>Ma perché Emergency, che tutti conoscono come dedita ad altre attività?</strong><br />
GS &#8220;È vero, di noi si può dire tutto quel che vuole, ma di certo noi abbiamo curato oltre 4 milioni di persone tra Afghanistan, Sierra Leone, Iraq, il resto è fisioterapia della mandibola&#8221;.</p>
<p><strong>E quindi?</strong><br />
GS &#8220;E quindi per favore, non cada anche lei nell&#8217;idea che &#8211; siccome ci occupiamo di assistenza a vittime della guerra &#8211; dobbiamo stare zitti su tutto il resto. Io invece credo di poter dire che mi vergogno di vivere in un paese governato da un premier sporcaccione e da una classe politica alla sua altezza  morale, una classe politica marcia, corrotta dal denaro e dal potere, una casta che si autoperpetua. E serve anche a questo, a poter raccontare questa casta, ad avere un organo di informazione che dice le cose come stanno&#8221;.</p>
<p><strong>Il modello sembra un giornale bello e glorioso, ma defunto, Diario.</strong><br />
GM &#8220;È vero, e non a caso ci sono diversi redattori di quel settimanale. Vorremo fare una rivista così, di quelle che era bello leggere. Evitando di diventare, vista la principale attività di Emergency, una raccolta di disgrazie e di articoli strappacuore, sperando invece di dire le cose che altri non dicono&#8221;.</p>
<p><strong>Ad esempio?</strong><br />
GS &#8220;Le faccio l&#8217;ultimo esempio, quello dell&#8217;alpino appena morto in Afghanistan. Come si può scrivere che 13 blindati erano andati a fare una missione umanitaria e crederci pure? E come si può non scrivere che siamo lì da una durata doppia della Seconda Guerra Mondiale solo perché siamo servi degli Usa? Serve una rivista che certe cose abbia il coraggio di dirle&#8221;.</p>
<p><strong>Ma ce l&#8217;avevate già: la rivista di Emergency.</strong><br />
GS &#8220;È vero, è un bollettino trimestrale che va in mano a 220mila persone circa. Ma ci andava un po&#8217; stretta e abbiamo deciso di osare. Sperando che in Italia ci siano ancora abbastanza persone perbene&#8221;.</p>
<p><strong>Una c&#8217;è. Anzi, come ha convinto Mura a fare da direttore?</strong><br />
GS &#8220;Sa, in Emergency non servono mai molte spiegazioni, quando si capisce che una cosa si deve fare si fa. Gianni è uno di noi, è uno che crede in certe cose, è stato tutto molto naturale&#8221;.<br />
<strong><br />
Conferma, Mura? Per quello a 65 anni compiuti si è messo a fare il direttore?</strong><br />
GM &#8220;Certo. E anche perché le cose bisogna farle, bisogna metterci la faccia, tentare di cambiare qualcosa. Mi affascina l&#8217;idea di provare a fare un giornalismo molto diverso da quello attuale che &#8211; con poche eccezioni &#8211; mi piace poco perché è frenetico, superficiale, prigioniero della grafica, sciatto, poco etico. Voglio vedere se in  questo Paese si può tentare qualcosa di diverso&#8221;</p>
<p><strong>Strada, ci spiega l&#8217;attivismo italiano di Emergency? Siete nati come associazione che operava in Paesi di guerra, ora agite in Italia.</strong><br />
GS &#8220;È vero, abbiamo aperto ambulatori a Palermo e Marghera, presto lo faremo in altre città. Il punto è che di queste cose c&#8217;è bisogno, e questo spiega quanto è peggiorato il Paese. Devo confessare che in Italia sto abbastanza poco, il minimo indispensabile, e non riuscirei a starci di più&#8221;.<br />
<strong><br />
Adesso le toccherà un po&#8217; di Italia, per presentare E.</strong><br />
GS &#8220;Sì, ma non vedo l&#8217;ora di ripartire e tornare alle mie operazioni. Io sono e resto un chirurgo&#8221;.</p>
<p><strong>E lei, Mura, resterà tutto solo?</strong><br />
GM &#8220;Solo proprio per nulla. Avrò moltissimi amici ad aiutarmi. Anzitutto la rete di Peace Reporter, l&#8217;agenzia di notizie di Emergency, la cui redazione si è integrata con quella di E. Ma anche collaboratori come Claudio Bisio  e Lella Costa, che cureranno la posta, Neri Marcorè che scriverà di libri, Patrizia Valduga che criticherà l&#8217;uso di parole e luoghi comuni, Flavio Soriga che sarà il critica tv, poi ancora Giulio Giorello, Gino &amp; Michele, Enrico Bertolino, e più avanti Vinicio Capossela, Ligabue, Jovanotti, Moni Ovadia, Erri De Luca, Piero Colaprico, Antonio Tabucchi. Nel primo numero si inizierà anche un racconto inedito di Andrea Camilleri, I fantasmi. Tutti hanno assicurato la loro amichevole e disinteressata collaborazione, per il puro piacere di fare qualcosa per Emergency&#8221;.</p>
<p><strong>E lei?</strong><br />
GM &#8220;Scriverò anche io, certo. Una rubrica che si chiamerà Mad in Italy e che sarà un colpo d&#8217;occhio sulle cose buffe e grottesche e sbagliate che capitano in Italia. Anche se temo che servirebbe una rivista solo per quelle, ormai&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.e-ilmensile.it/"><strong>IL SITO DI &#8220;E&#8221;</strong></a></p>
<h6><span style="font-weight: normal">fonte;Repubblica.it di <em> Luigi Bolognini</em></span></h6>
<p><!-- fine TESTO --></p>
</div>
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		<title>Mai più in carcere i figli delle detenute Il voto quasi unanime della Camera</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 10:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Macaluso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[450 favorevoli, 5 astenuti: approvata una proposta di legge del Governo, che permetterà alle donne condannate o in attesa di giudizio di non varcare più la soglia della cella fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="page-content">
<div class="body-text">
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<address><strong>450 favorevoli, 5 astenuti: approvata una proposta di legge del Governo, che permetterà alle donne condannate o in attesa di giudizio di non varcare più la soglia della cella fino al 6° anno di vita dei figli. L&#8217;esperimento di istituti a tutela attenuata (ICAM). La critica dei Radicali (cioè i 5 astenuti): &#8220;Finora ce n&#8217;è solo uno a Milano e manca la copertura finanziaria per farne altri&#8221;..<span id="more-1019"></span><br />
</strong></address>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; Le mamme di bambini fino a sei anni di età non dovranno più stare in carcere, a meno di particolari esigenze cautelari di &#8220;eccezionale rilevanza&#8221;. E&#8217; quanto prevede una proposta di legge approvata dall&#8217;Aula della Camera, con 460 voti favorevoli e 5 astenuti, che innalza del doppio (attualmente è di tre anni) l&#8217;età del figlio della donna detenuta, finora costretto a vivere dietro le sbarre assieme alla madre.</p>
<p>Secondo la documentazione fornita dal Governo, nel corso dell&#8217;esame parlamentare, le donne detenute con prole nelle carceri italiane a giugno 2010 erano 54 e altrettanti i bambini di età inferiore a tre anni presenti negli istituti. Alla stessa data risultavano funzionanti 13 asili nido, su un totale di 25.</p>
<p><strong>Nasce l&#8217;ICAM, il &#8220;quasi-carcere&#8221; per le mamme.</strong> Il testo approvato &#8211; con l&#8217;astensione dei radicali (che pure per primi lo avevano presentato ma ora lo considerano inadeguato per la scarsa copertura finanziaria) &#8211; sta ora per passare all&#8217;esame del Senato. Il provvedimento prevede che, quando imputati siano una donna incinta o una madre di prole di età inferiore a sei anni, che conviva con lei (oppure un padre, qualora la madre sia morta o assolutamente impossibilitata a dare assistenza ai figli) non ne possa essere disposta la custodia cautelare in carcere, salvo che sussistano esigenze cautelari eccezionali: in quel caso è possibile disporre la sistemazione in un &#8220;istituto a custodia attenuata per detenute madri&#8221; (I.C.A.M.).</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<div class="adv adv-middle-inline"><strong> </strong></div>
<p><strong> </strong><strong> Radicali: &#8220;Non avete i soldi per farlo&#8221;.</strong> Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, nell&#8217;affrontare finalmente il problema dei bambini in carcere, ha avviato a Milano la sperimentazione di questo tipo di istituto, l&#8217;I.C.A.M, appunto. Ne è stato realizzato un modello in una sede esterna agli istituti penitenziari, con sistemi di sicurezza che i bambini non possono riconoscere come tali. Il Governo ha informato che, &#8220;in tempi brevi&#8221;, saranno realizzati altri <span class="sth_icam">I.C.A.M.</span> a Torino e Firenze. Sarà quindi un decreto del ministro della Giustizia a definire le caratteristiche tipologiche delle case famiglia (anche con riferimento ai sistemi di sorveglianza e di sicurezza) e l&#8217;individuazione delle strutture gestite da enti pubblici o privati idonee ad essere utilizzate come case-famiglia protette. E qui c&#8217;è uno dei punti criticati dai radicali: di I.C:A:M. &#8211; al momento &#8211; ce n&#8217;è solo uno, a Milano, appunto, e non vengono previste risorse per realizzarne di nuovi, &#8220;Checcé se ne dica&#8221;, aggiungono i deputati radicali.</p>
<p><strong>Regole nuove per i figli malati.</strong> Cambiano anche le regole che disciplinano il diritto di visita al minore infermo, anche non convivente, da parte della madre detenuta o imputata (o del padre, nelle stesse condizioni). Il magistrato di sorveglianza &#8211; in caso di imminente pericolo di vita o di gravi condizioni di salute del minore &#8211; potrà concedere il permesso, con provvedimento urgente, alla detenuta o all&#8217;imputata per visitare il figlio malato, con modalità che, nel caso di ricovero ospedaliero, devono tener conto della durata del ricovero e del decorso della patologia.<br />
<strong><br />
La soddisfazione di Alfano.</strong> Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha espresso &#8220;grande soddisfazione per il voto della Camera alla proposta di legge. Tutti i bambini sono uguali &#8211; ha detto il ministro &#8211; indipendentemente dalla loro appartenenza familiare e tutti hanno uguali diritti. In quest&#8217;ottica, sarà assicurato ai bambini di crescere in strutture adeguate che siano serene ed ospitali, nel pieno rispetto delle esigenze di sicurezza&#8221;, ha concluso Alfano.</p>
<p><span style="font-size: 10px">fonte; Repubblica.it di  Carlo Ciavoni</span></p>
</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>AZIONE 3.2 — GIOVENTÙ NEL MONDO: COOPERAZIONE CON PAESI DIVERSI DAI PAESI LIMITROFI ALL’UNIONE EUROPEA EACEA/09/11 (2011/C 71/06)</title>
		<link>http://terzosettore.exploro.it/azione-3-2-%e2%80%94-gioventu-nel-mondo-cooperazione-con-paesi-diversi-dai-paesi-limitrofi-all%e2%80%99unione-europea-eacea0911-2011c-7106</link>
		<comments>http://terzosettore.exploro.it/azione-3-2-%e2%80%94-gioventu-nel-mondo-cooperazione-con-paesi-diversi-dai-paesi-limitrofi-all%e2%80%99unione-europea-eacea0911-2011c-7106#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 09:47:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Macaluso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Programma: Istruzione e Cultura &#8211; GIOVENTU&#8217; IN AZIONE Scadenze: 06/05/2011 Descrizione: Il presente invito a presentare proposte si prefigge di sostenere progetti che promuovano la cooperazione nel settore della gioventù [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="box_interna">
<address><span style="font-style: normal"><strong>Programma</strong>:</span></p>
</address>
<div class="contenuto">Istruzione e Cultura &#8211; GIOVENTU&#8217; IN AZIONE</p>
<p><strong>Scadenze</strong>:</p>
<ul>
<li>06/05/2011</li>
</ul>
<p><strong>Descrizione</strong>:</p>
<p style="text-align: left">Il presente invito a presentare proposte si prefigge di sostenere progetti che promuovano la cooperazione nel settore della gioventù tra i paesi aderenti al programma «Gioventù in azione» e i paesi partner diversi dai paesi limitrofi all&#8217;Unione europea (paesi che hanno firmato con l&#8217;Unione europea un accordo rilevante per il settore giovanile)&#8230;<span id="more-1015"></span></p>
<p><strong>Obiettivi</strong>:</p>
<p style="text-align: left">I suoi obiettivi sono i seguenti:</p>
<p>- migliorare la mobilità dei giovani e dei lavoratori operanti nel settore della gioventù,</p>
<p>- promuovere la consapevolezza tra i giovani nonché il loro impegno attivo,</p>
<p>- sostenere il potenziamento delle capacità delle organizzazioni e delle strutture giovanili al fine di contribuire allo sviluppo della società civile,</p>
<p>- promuovere la cooperazione e lo scambio di esperienze e di buone prassi nel settore della gioventù e dell&#8217;istruzione informale,</p>
<p>- contribuire allo sviluppo delle politiche giovanili, del lavoro nel settore della gioventù e del volontariato, e</p>
<p>- sviluppare partenariati e reti sostenibili fra organizzazioni giovanili.</p>
<p>Verrà data la precedenza a quei progetti che meglio rispecchiano le seguenti priorità.</p>
<p>Priorità permanenti del programma «Gioventù in azione»:</p>
<p>- partecipazione dei giovani,</p>
<p>- diversità culturale,</p>
<p>- cittadinanza europea,</p>
<p>- coinvolgimento di giovani con minori opportunità.</p>
<p>Priorità annuali del programma «Gioventù in azione»:</p>
<p>Nel contesto dell&#8217;anno della gioventù UE-Cina 2011 sarà dedicata particolare attenzione a progetti volti alla promozione del dialogo, dello scambio e della cooperazione nel settore della gioventù tra l&#8217;UE e la Cina. Tali progetti contribuiranno chiaramente alla realizzazione degli obiettivi previsti per l&#8217;anno della gioventù UE-Cina, come specificato nel piano d&#8217;azione congiunta, adottato il 6 ottobre 2010, vale a dire:</p>
<p>- promuovere il dialogo interculturale e rafforzare la comprensione reciproca e l&#8217;amicizia tra la gioventù europea e quella cinese,</p>
<p>- incoraggiare i giovani a interessarsi allo sviluppo delle relazioni UE-Cina e a sostenerlo,</p>
<p>- raggiungere risultati notevoli e positivi sia in Europa che in Cina e favorire una cooperazione sostenibile tra i responsabili politici e le organizzazioni giovanili dopo il 2011.</p>
<p style="text-align: left">Inoltre, le altre priorità annuali dell&#8217;invito comprendono:</p>
<p>- l&#8217;anno europeo del volontariato;</p>
<p>- la crescita inclusiva e, in particolare, la disoccupazione giovanile;</p>
<p>- la lotta contro la povertà e l&#8217;emarginazione,</p>
<p>- le sfide globali dell&#8217;ambiente e il cambiamento climatico.</p>
<p><strong>Attività</strong>:</p>
<p style="text-align: left">Il progetto deve prevedere attività di natura non lucrativa correlate al campo della gioventù e dell&#8217;istruzione non formale.</p>
<p>Le attività sostenute nell&#8217;ambito del presente invito possono includere (ma non esclusivamente):</p>
<p>- manifestazioni su vasta scala per i giovani, seminari, conferenze,</p>
<p>- attività volte a incoraggiare lo sviluppo di partenariati e reti,</p>
<p>- attività intese a favorire il dialogo politico nel settore della gioventù,</p>
<p>- campagne di informazione e sensibilizzazione organizzate da e per i giovani,</p>
<p>- formazione e sviluppo di capacità dei lavoratori nel settore della gioventù, delle organizzazioni giovanili e dei moltiplicatori,</p>
<p>- formazione tramite osservazione diretta in situazione di lavoro e mobilità a lungo termine per i lavoratori nel settore della gioventù.</p>
<p>I progetti devono iniziare imperativamente tra il 1 o settembre 2011 e il 31 dicembre 2011, con una durata minima di 6 mesi e una durata massima di 12 mesi.</p>
<p><strong>Beneficiari</strong>:</p>
<p style="text-align: left">Le proposte devono essere presentate da organizzazioni a scopo non lucrativo. Tali organizzazioni possono essere:</p>
<p>- organizzazioni non governative (ONG),</p>
<p>- enti pubblici a livello regionale o locale;</p>
<p>- consigli giovanili nazionali.</p>
<p>Lo stesso vale per le organizzazioni partner.</p>
<p>Al momento della scadenza specificata per la presentazione delle proposte, i candidati devono essere legalmente registrati da almeno due anni in uno dei paesi aderenti al Programma.</p>
<p style="text-align: left">I paesi del Programma sono i seguenti:</p>
<p>- gli Stati membri dell&#8217;Unione europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito; Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria ,</p>
<p>- gli Stati dell&#8217;Associazione europea di libero scambio (EFTA): Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera,</p>
<p>- i paesi candidati che beneficiano di una strategia di pre-adesione conformemente ai principi generali nonché alle condizioni e modalità generali stabiliti negli accordi quadro conclusi con questi paesi, in vista della loro partecipazione ai programmi UE: Croazia e Turchia.</p>
<p>Gli organismi stabiliti nei seguenti paesi possono partecipare in qualità di partner, ma non possono presentare proposte nell&#8217;ambito del presente invito. Sono considerati paesi partner i paesi che sono parti di accordi con l&#8217;Unione europea nel settore della gioventù, vale a dire:</p>
<p>- America latina: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Uruguay, Venezuela,</p>
<p>- Africa: Angola, Benin, Botswana, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Capo Verde, Ciad, Comore, Congo (Brazzaville), Costa d&#8217;Avorio, Eritrea, Etiopia, Gabon, Gambia, Ghana, Gibuti, Guinea-Bissau, Guinea equatoriale, Kenya, Lesotho, Liberia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Maurizio, Mozambico, Namibia, Niger, Nigeria, Repubblica centraficana, Repubblica democratica del Congo, Repubblica di Guinea, Ruanda, São Tomé e Príncipe, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Sud Africa, Sudan, Swaziland, Tanzania, Togo, Uganda, Zambia, Zimbabwe,</p>
<p>- Caraibi: Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Belize, Dominica, Giamaica, Grenada, Guyana, Haiti, Repubblica dominicana, Saint Christopher (Saint Kitts) e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Suriname, Trinidad e Tobago,</p>
<p>- Pacifico: Figi, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Salomone, Kiribati, Micronesia, Nauru, Niue, Palau, Papua Nuova Guinea, Samoa, Timor Est, Tonga, Tuvalu, Vanuatu,</p>
<p>- Asia: Afghanistan, Bangladesh, Cambogia, Cina, Filippine, India, Indonesia, Kazakstan, Kirghizistan, Laos, Malaysia, Nepal, Singapore, Thailandia, Uzbekistan, Vietnam, Yemen,</p>
<p>- paesi industrializzati: Australia, Brunei, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p style="text-align: left">I progetti devono coinvolgere partecipanti di almeno quattro paesi diversi (ivi compresa l&#8217;organizzazione richiedente), comprendenti almeno due paesi aderenti al Programma, di cui almeno uno Stato membro dell&#8217;Unione europea e due paesi partner.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;anno della gioventù UE-Cina 2011, è prevista un&#8217;eccezione per i progetti che coinvolgono la Cina come paese partner. In questi casi i progetti possono coinvolgere un singolo paese partner (Cina) e uno o più paesi aderenti al Programma, di cui almeno uno Stato membro dell&#8217;Unione europea.</p>
<p><strong>Importo disponibile</strong>:<br />
€. 3 000 000</p>
<p><strong>Modalità di partecipazione</strong>:</p>
<p style="text-align: left">Saranno prese in considerazione solo le proposte dattiloscritte presentate in una delle lingue ufficiali dell&#8217;UE, utilizzando il modulo di candidatura ufficiale, interamente compilato e inviato entro la scadenza specificata (6 maggio 2011). La domanda di candidatura deve essere spedita in un pacchetto unico e come copia singola (documento originale). Deve essere datata e firmata (solo firme originali) dalla persona autorizzata a sottoscrivere gli impegni legali per conto dell&#8217;organizzazione richiedente.</p>
<p>Il modulo di candidatura deve essere accompagnato da una lettera ufficiale dell&#8217;organizzazione richiedente, da documenti che attestano la sua capacità finanziaria e operativa e da tutti gli altri documenti cui si fa riferimento nel modulo stesso.</p>
<p>I candidati devono presentare un bilancio equilibrato in termini di spesa e reddito, nonché conforme con il massimale per il cofinanziamento comunitario, che è impostato sull&#8217;80 % delle spese totali ammissibili del progetto e con un importo massimo per la sovvenzione fissato a 100 000 EUR.</p>
<p style="text-align: left">Il contributo finanziario dell&#8217;Agenzia non supererà l&#8217;80 % del totale delle spese ammissibili. La sovvenzione massima sarà pari a 100 000 EUR. L&#8217;Agenzia si riserva il diritto di non distribuire tutti i fondi disponibili. Inoltre, benché nei progetti selezionati si punterà a una rappresentanza geografica equilibrata, il principale fattore determinante relativo al numero di progetti finanziati per ciascun paese sarà costituito dalla qualità.</p>
<p>Le domande devono essere inviate entro e non oltre il 6 maggio 2011 al seguente indirizzo:</p>
<p>Agenzia esecutiva per l&#8217;istruzione, gli audiovisivi e la cultura</p>
<p>Programma «Gioventù in azione» &#8211; EACEA/09/11</p>
<p>BOUR 4/029</p>
<p>Avenue du Bourget/Bourgetlaan 1</p>
<p>1140 Bruxelles/Brussel</p>
<p>BELGIQUE/BELGIË</p>
<p>- per posta, farà fede il timbro postale,</p>
<p>- per mezzo di una società di corriere espresso e in tal caso farà fede la data della ricezione da parte della stessa società di corriere (si prega di allegare al modulo una copia della ricevuta originale con la data del deposito).</p>
<p>Non saranno accettate le domande inviate via fax o e-mail.</p>
<p><strong>Area link</strong>:</p>
<ul>
<li><a title="Collegamento a sito esterno" href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2011:071:0019:0022:IT:PDF">Bando GUUE </a></li>
<li><a title="Collegamento a sito esterno" href="http://eacea.ec.europa.eu/youth/funding/2011/index_en.php">Sito web Ag. EACEA </a></li>
<li><a title="Collegamento a sito esterno" href="http://www.agenziagiovani.it/">Sito web Agenzia Nazionale Giovani </a></li>
<li><a title="Collegamento a sito esterno" href="http://www.agenziagiovani.it/media/20503/programme%20guide%20-%20en.pdf">Guida al programma 2011</a></li>
<li><a title="Collegamento a sito esterno" href="http://www.agenziagiovani.it/media/21269/orientamento%20compilazione-formali.pdf">Formulari 2011 &#8211; Chiarimenti per l&#8217;utenza </a></li>
</ul>
</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Stalking, ne è vittima una persona su 5 E il fenomeno è in costante aumento</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 09:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Macaluso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è conclusa una settimana di confronti dedicata alla prevenzione del fenomeno, organizzata dall&#8217;Osservatorio nazionale e dal sindacato di polizia Coisp, con incontri nelle scuole e nei luoghi di lavoro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="body-text">
<div class="fb-like-button"><span> </span></div>
<address><strong>Si è conclusa una settimana di confronti dedicata alla prevenzione del fenomeno, organizzata dall&#8217;Osservatorio nazionale e dal sindacato di polizia Coisp, con incontri nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Non esiste un profilo tipico dello <em>stalker</em>, è un fenomeno trasversale che riguarda operai, impiegati, liberi professionisti: li accomuna solo una forte personalità manipolatrice..<span id="more-1003"></span><br />
</strong></address>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; Essere perseguitati da un bombardamento assillante di telefonate, sms, e-mail a ogni ora del giorno e della notte, sentirsi intrappolati per i pedinamenti e gli inseguimenti messi ossessivamente in atto da qualcuno, fino a temere per la propria incolumità. E&#8217; lo <em>stalking</em>, un comportamento che in Italia è perseguibile penalmente, con condanne che possono arrivare a quattro anni di carcere (sono sufficienti due episodi perché il reato si configuri) e che si manifesta con una frequenza sempre più allarmante, come testimoniano recenti e drammatici fatti di cronaca.</p>
<p><strong><br />
Una settimana di studi.</strong> Si è appena conclusa la prima settimana dedicata alla prevenzione dello <em>stalking</em> organizzata dall&#8217;<a class="footnote" href="http://www.stalking.it/">Osservatorio nazionale stalking  <sup>1</sup></a>in collaborazione con il sindacato di polizia <a class="footnote" href="http://www.coisp.it/">Coisp <sup>2</sup></a>, che ha organizzato convegni e incontri in tutta Italia, nelle scuole e nei luoghi di lavoro. &#8220;Valutiamo che un italiano su cinque sia rimasto vittima di questo comportamento &#8211; dichiara Massimo Lattanzi, presidente dell&#8217;Osservatorio. &#8211; Non esiste un profilo tipico dello <em>stalker</em>, si tratta di un fenomeno trasversale che riguarda l&#8217;operaio come l&#8217;impiegato o il libero professionista: quello che li accomuna è una personalità fortemente manipolatrice&#8221;.</p>
<p><strong>Per l&#8217;80% le vittime sono donne</strong>. Anche se aumentano le richieste di aiuto da parte degli uomini. La vittima quasi sempre conosce l&#8217;autore</p>
<div class="adv adv-middle-inline"></div>
<p>della persecuzione: lo <em>stalker</em> è per lo più il partner o l&#8217;ex, ma spesso un collega o un vicino di casa, e in alcuni casi un familiare. I suoi comportamenti molesti inducono  nella vittima limitazione della libertà personale, ansia, perdita del sonno, talvolta possono spingerla persino  a tentare il suicidio. Lo <em>stalker</em> non è in grado di rispettare il confine &#8220;tu-io&#8221;, è un manipolatore spesso inconsapevole che idealizza e al tempo stesso sminuisce l&#8217;altro. Può presentarsi come un introverso con tratti ossessivi, ipocondriaci e istrionici; è sempre qualcuno in cui un rifiuto innesca uno <em>tsunami</em> emotivo in grado di scatenare conseguenze molto pericolose.</p>
<p><strong>Il numero verde 1522.</strong> Contro lo <em>stalking </em>il ministero delle Pari Opportunità ha istituito il numero verde nazionale 1522, attivo 24 ore su 24, che offre assistenza psicologica e giuridica indirizzando presso gli sportelli allestiti nelle questure. Un&#8217;intesa tra questo ministero e quello della Difesa ha permesso la costituzione di un nucleo di Carabinieri anti <em>stalking</em>, con compiti di monitoraggio del fenomeno.<br />
La <a class="footnote" href="http://www.doppiadifesa.it/">fondazione Doppia Difesa <sup>3</sup></a>, creata dall&#8217;avvocato Giulia Bongiorno e da Michelle Hunziker (essa stessa vittima di <em>stalking</em>), offre consigli legali e sostegno psicologico, e dà l&#8217;opportunità di  raccontare la propria storia.</p>
<p><strong>La risocializzazione.</strong> Ma al di là della denuncia e della repressione del reato, è opportuno prevedere un percorso di risocializzazione, unica forma di prevenzione concreta, perché il 90 per cento di coloro che praticano lo <em>stalking</em> hanno un buon contatto con la realtà, e non sono affetti da una psicopatologia grave: &#8220;Quella che entra in gioco è una visione fondamentalmente narcisistica di sé, che rende più sensibili a un rifiuto, ad una separazione vissuta come abbandono&#8221;, &#8211; spiega. &#8220;Il nostro è un centro specializzato che da quattro anni propone questo percorso: dal 2002 abbiamo ricevuto oltre 33mila richieste di aiuto da parte di vittime e 500 da presunti autori&#8221;. Nel 40 per cento dei casi gli <em>stalker</em> sono recidivi, nel 30 per cento seriali: tra coloro che ricorrono all&#8217;Osservatorio, quasi la metà delle vittime chiedono un aiuto per i persecutori.</p>
<p><strong>Ma c&#8217;è anche il <em>gashlighting</em>.</strong> L&#8217;osservatorio si accinge a presentare una proposta di disegno di legge su un altro fenomeno, la violenza psicologica da parte di familiari (<em>gashlighting</em>), che mira a distruggere la personalità della vittima arrivando a farla dubitare della propria sanità mentale. Di questo si è parlato nel recente convegno di Roma, nel corso del quale è stata illustrata l&#8217;attività dell&#8217;Osservatorio sicurezza, il primo centro in Italia dedicato ad accompagnare i singoli e le coppie nel difficile percorso della separazione e della genitorialità, creato dall&#8217;<a class="footnote" href="http://www.criminalmente.it/">Aipc <sup>4</sup></a> (Associazione italiana di psicologia e criminologia) in collaborazione con la Commissione consiliare speciale politiche per la sicurezza urbana e il Coisp, in un&#8217;ottica di prevenzione di quei crimini, che sempre più spesso hanno come teatro l&#8217;ambiente familiare.  Dai dati forniti si rileva come nel 70% dei casi il tipo di violenza messa in atto in ambito familiare sia di tipo psicologico, e nel 67% dei casi venga perpetrata dai padri. Ma il dato più allarmante è che nella totalità dei casi la violenza psicologica non è denunciata, pur arrecando danni non meno gravi di quella fisica.</p>
<h6>fonte,Repubblica.it di Emanuela Stella</h6>
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		<title>Cinque per mille, ecco i beneficiari La scelta premia Onlus e volontariato</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 09:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Macaluso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Medici senza frontiere, Emergency e l&#8217;Unicef sono gli enti che raccolgono più contributi dagli italiani. Buoni riscontri anche per la ricerca scientifica. In aumento anche gli enti che accedono alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="body-text">
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<address><span style="font-weight: normal">Medici senza frontiere, Emergency e l&#8217;Unicef sono gli enti che raccolgono più contributi dagli italiani. Buoni riscontri anche per la ricerca scientifica. In aumento anche gli enti che accedono alle ripartizioni..</span><span id="more-986"></span><br />
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<p><strong>ROMA -</strong> Le associazioni umanitare e mediche sono in cima alla lista dei contributi del cinque per mille relativi al 2009. L&#8217;Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul sito gli elenchi definitivi dei beneficiari, con le scelte espresse dai contribuenti e gli importi assegnati per l&#8217;esercizio 2009. La somma complessiva attribuita quest&#8217;anno con le dichiarazioni dei redditi ammonta a 420 milioni. Di questi, oltre 412 milioni sono stati ripartiti mentre la parte rimanente, circa 8 milioni, risulta non assegnabile per errori procedurali nelle dichiarazione o enti non idonei a beneficiarne. Complessivamente, continuano a crescere sia le somme da erogare, 14,5 milioni in più rispetto al 2008, sia il numero dei contribuenti che hanno &#8220;esplicitato&#8221; la loro preferenza, quasi 1 milione in più. I primi tre beneficiari, Medici senza Frontiere, Emergency e Unicef, incassano rispettivamente 9.936.974, 8.074.262 e 6.859.559 euro. All&#8217;ultimo posto c&#8217;è, con 2,97 euro erogati, la&#8221;Fondazione piloti per la solidarietà Onlus&#8221;. Ma tra i primi tre e l&#8217;ultimo beneficiario, ci sono oltre 27mila associazioni.</p>
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<p><a class="footnote" href="http://download.repubblica.it/pdf/2011/Volontariato.pdf"><strong>LA LISTA COMPLETA</strong> <sup>1</sup></a></p>
<p><strong>Premiato il volontariato.</strong> Per il quarto anno consecutivo, i  contribuenti hanno indirizzato le proprie preferenze prevalentemente alla categoria  delle Onlus e del volontariato, che riceverà per il 2009 ben 267,7  milioni di euro. Cambia, invece, l&#8217;ordine del podio con gli enti della  ricerca scientifica e dell&#8217;università che, con 63,6 milioni di euro,  scavalcano gli enti della ricerca sanitaria. Questi ultimi a loro  volta, saranno premiati con 61,3 milioni di euro. Chiudono la  graduatoria i Comuni di residenza del contribuente, ai quali vengono  assegnati 13,2 milioni, e le associazioni sportive dilettantistiche, cui  andranno circa 6,1 milioni di euro.</p>
<p><strong>Un meccanismo sempre più popolare.</strong> Sono  oltre 15,4 milioni i contribuenti che per i redditi 2009 hanno  espresso la propria scelta in favore di un ente o di una categoria. Si  tratta di un dato in forte crescita, di gran lunga superiore al numero  delle preferenze valide, 14,6 milioni, esplicitate in riferimento ai  redditi 2008. I maggiori contributi vengono dai 730 e non dal modello Unico:  Nel 2009, infatti, il 73% dei contribuenti ha  espresso la propria preferenza con il Modello 730, mentre solo il 27%  dei cittadini ha esplicitato la propria scelta utilizzando l&#8217;Unico.</p>
<p><strong>Beneficiari in crescita.</strong> Il richiamo del cinque per mille non ammette soste. Per il 2009 è apprezzabile la  diminuzione degli enti del volontariato esclusi per tardiva o carente documentazione, dai 7.227 del 2008 si passa ai 3.493 del 2009. Tra gli enti della ricerca scientifica gli esclusi sono 27, mentre quelli delle associazioni sportive sono 1.690. In particolare, per il volontariato il dato è il frutto di due trend paralleli e interconnessi: una maggiore familiarità degli enti e delle associazioni con le procedure di accesso e, al contempo, il riscontro positivo della comunicazione istituzionale sui meccanismi che regolano il cinque per mille. Impegno che tradotto in numeri equivale alla riduzione, da 18,1 milioni di euro a 8 milioni, della quota sottratta annualmente alla ripartizione a causa dell&#8217;esclusione, per vizi formali, di enti e associazioni.</p>
<h6><span style="font-weight: normal">fonte,repubblica.it</span></h6>
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		<title>Social Card, &#8216;No&#8217; di Sacconi alle Acli &#8220;Lusso che non possiamo permetterci&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 16:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Macaluso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro del Welfare rimanda al mittente il Piano dell&#8217;organizzazione cristiana dei lavoratori prevede una radicale riforma della prima misura contro la povertà mai introdotta prima, pur riconoscendone il valore. [...]]]></description>
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<address><strong>Il ministro del Welfare rimanda al mittente il Piano dell&#8217;organizzazione cristiana dei lavoratori prevede una radicale riforma della prima misura contro la povertà mai introdotta prima, pur riconoscendone il valore. Partendo da un&#8217;analisi minuziosa dello stato delle famiglie in condizioni di indigenza..<span id="more-982"></span><br />
</strong></address>
<p>La nuova Social Card per ora è un lusso che l&#8217;Italia non può permettersi. A sostenerlo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, <a class="footnote" href="http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2011/02/22/news/acli_il_progetto_anti-povert-12754047/">che commenta così la proposta delle Acli  <sup>1</sup></a>di un Piano nazionale contro la povertà.. Il ministro ha definito il piano &#8220;apprezzabile&#8221; e &#8220;in coerenza con il Libro Bianco del Governo, che disegna il futuro modello sociale fondato sulla collaborazione fra Stato e società&#8221;, ma insostenibile dal punto di vista economico.<br />
La nuova Social Card prevede circa 2 miliardi di euro. L&#8217;associazione ha proposto un progetto triennale di estensione graduale della social card a tutti i poveri, con un costo il primo anno di 300 milioni di euro e a regime, a partire dal 2013, una spesa annua di quasi 2,4 miliardi di euro. Secondo il progetto l&#8217;attuale importo di 40 euro mensili, uguali per tutti i beneficiari, passerebbe a una media di 129 euro al mese, che varierebbe a seconda del livello di povertà.</p>
<p>Sacconi ha spiegato che in questo periodo ci sono troppe &#8220;variabili non dipendenti da noi&#8221; che non consentono ipotesi di spese aggiuntive strutturali come la stabilizzazione del 5 per mille o della sociale card, ipotesi che &#8220;significherebbero introdurre una spesa rigida e in una certa misura imponderabile.</p>
<p>&#8220;E&#8217; un lusso che ora non possiamo permetterci&#8221;, ha dichiarato il ministro. Sacconi ha poi ribadito la sua posizione sul tema:</p>
<div class="adv adv-middle-inline"></div>
<p>la spesa sociale è &#8220;consistente&#8221; e &#8220;serve ripensare alla spesa che c&#8217;è&#8221; invece che &#8220;pensare a spesa aggiuntiva strutturale&#8221;.</p>
<h6>fonte;repubblica.it di Valeria Pini</h6>
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