Carcere di Massa, detenuto trovato morto famigliari dei reclusi: “Trattati come bestie”

14 Mar 2011
Vincenzo Macaluso
L’uomo, che aveva 49 anni, è deceduto durante la notte ed è stato trovato senza vita dai suoi compagni al mattino. Si tratta della ventinovesima persona che non esce viva dalla reclusione dall’inizio di quest’anno. Ai 29 vanno aggiunti 11 suicidi. Una lettera di denuncia sulle condizioni indecenti del penitenziario, scritta a “il Tirreno” prima di quest’ultimo decesso..

MASSA – Enzo Di Marco, 49 anni, detenuto nella Casa Circondariale di Massa, è la ventinovesima persona che muore in una delle carceri italiane, dall’inizio di quest’anno. Un numero al quale vanno aggiunti gli 11 che si sono suicidati. Di Marco si è sentito male durante la notte di giovedì scorso. I compagni di cella se ne sono accorti soltanto la mattina dopo ed hanno dato l’allarme, ma era troppo tardi per prestargli un qualsiasi soccorso. Probabilmente, la morte è stata causata da un infarto, anche se bisognerà attendere gli esiti degli esami tossicologici e istologici, disposti dal magistrato, per avere una risposta certa. Se l’ipotesi dell’arresto cardiocircolatorio venisse confermata, sarebbe il 10° ucciso da un “infarto”, tra cui tre ragazzi non ancora trentenni. I rimanenti – cioè 30 persone – non sono usciti vivi dalle celle per sospette overdose di droghe o di farmaci, tranne due, che avevano 66 e 75 anni e sono deceduti per “cause naturali” legate a patologie da tempo diagnosticate. Soltanto 3 dei 29 detenuti morti avevano più di 50 anni.

La lettera delle famiglie dei detenuti di Massa.
“Verrebbe spontaneo pensare” – si legge in Ristretti Orizzonti 1, l’osservatorio volontatrio della condizione delle carceri italiane – all’esistenza di un fattore ambientale, cioè che la carcerazione (soprattutto nelle attuali condizioni di estremo sovraffollamento) provochi l’insorgenza di nuove patologie, anche

in detenuti giovani, e aggravi quelle preesistenti”. A questo proposito, è emblematica la lettera dei familiari dei detenuti di Massa riportata dal quotidiano “Il Tirreno” e precedente alla morte di Enzo Di Marco: “Scriviamo questa lettera perché vorremmo esprimervi alcune nostre perplessità sulla Casa circondariale di Massa. Attualmente si trova in uno stato di sovraffollamento assurdo, una situazione disumana. Detenuti costretti a dormire per terra e in condizioni igieniche poco sicure. Anche se tutte queste persone hanno sbagliato, stanno pagando e non è giusto non rendere pubblica questa situazione. Vengono trattati come bestie”. La lettera prosegue con un appello alle istituzioni, “affinché non chiudano gli occhi sul carcere di Massa, ma aiutino i detenuti a vivere con dignità la loro pena. La soluzione forse sarebbe quella di abolire alcune leggi che hanno pesato moltissimo sulle carceri italiane. Una su tutte potrebbe essere quella sull’immigrazione”.

L’attuale situazione nel carcere.
Nella Casa Circondariale di Massa ci sono 62 celle, divise in 3 sezioni detentive. In ogni cella dovrebbero trovare posto 2 detenuti, ma per i noti problemi di sovraffollamento la capienza ufficiale dell’Istituto è stata portata a 175 posti, quindi aggiungendo una terza branda per cella. Attualmente la situazione è drammatica, perché i detenuti presenti sono oltre 260 (esattamente erano 266, all’ultima rilevazione, effettuata a inizio anno). Non ci sono brande per tutti e, anche se ci fossero, nelle celle non c’è lo spazio per montarle, ecco la ragione per cui i detenuti sono costretti a dormire su materassi a terra.

fonte,Repubblica.it

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